29 aprile – Trentemøller – dj set

Lo scorso 25 febbraio, Trentemøller arriva all’Atlantico di Roma accompagnato da una band che è di una precisione ritmica a dir poco stratosferica. Le musiche dell’ultimo disco Lost e quelle dei lavori precedenti rendono bene dal vivo, a cantarle vi è l’ormai salda collaboratrice Maria Fisker che sostituisce con dovizia di particolare anche il cantante dei Drums o dei Gohst Society.

Anders Trentemøller non ha alcuna paura a presentarsi con una strumentazione classica, band e synth, lo fa sulla falsariga dei Bloody Beetroots, dei Daft Punk di tanti altri esempi di successo e riesce sempre a cavarsela nel migliore dei modi.

Proprio su questa strana attitudine, Gianni Santoro di Repubblica ha scritto un ottimo articolo sullo stesso Trentmoller, che chiuderà con il suo dj set l’aprile del Tenax in piena primavera. “Indipendentemente dai motivi che hanno portato Trentemøller a queste scelte artistiche (una sfida? La noia? La solitudine sul palco? La nostalgia degli anni Ottanta?), il problema di reinventarsi in questo rock di ritorno è a tratti evidente nel suo live. Perché di sei elementi presenti spesso ce n’è più di uno che semplicemente non sa cosa fare. E così cantante e chitarrista a un certo punto si dedicano a una coreografia. In Miss You c’è il danese da solo sul palco prima che a metà traccia rientri la sezione ritmica. In Never Stop Running al contrario è proprio lui a ritrovarsi inattivo e aizza il pubblico. Quando funziona tutto, soprattutto nella strumentale Still On Fire e in River Of Life, è un gran bel viaggio enciclopedico che dal post-punk attraversa l’electrorock e approda alla cassa dritta, dai Cure ai Depeche Mode fino a Ellen Allien. Percorso evidente in Moan, da tempo eseguita con interpolazioni di Lullaby, tratta proprio dal repertorio della band di Robert Smith.

Il rischio in questi casi è di scontentare tutti, quelli abituati a fissare il palco secondo il rituale del rock e quelli che invece preferirebbero immergersi ballando nel flusso di beat. A sorpresa invece per ora accontenta un po’ tutti. Di sicuro almeno un po’.”

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