L’importanza di chiamarsi Tenax

2016, il nostro club lo scorso 1 Ottobre festeggiava il trentacinquesimo compleanno con un ospite internazionale. San Proper è l’anima della consolle e decide di onorare la nostra storia suonando un pezzo leggendario. Alle prime note di Tenax il tempo sembra fermarsi.

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1982, il Tenax è nato ormai da un anno ed a Las Vegas viene presentato il leggendario Commodore 64. Nello stesso mese debuttano in USA due pellicole destinate ad una discreta fama: Blade Runner ed E.T. . Così, se l’America sogna la rivoluzione elettronica ed un futuro interstellare, nell’Italia campione del mondo di calcio, la “felicità” resta un “bicchiere di vino con un panino” e l’avanguardia artistica è confinata nel nascente mondo del clubbing. A sconvolgere l’Italia sanremese, a spiegare a tutti cosa significa essere “Tenax”, arriva però una luccicante meteora di nome Diana Est.

Acconciatura anni ’30, tonaca rosa ed accessori in pvc. Stile sofisticato, costantemente in bilico tra classicità ed esotismo, ma non solo. La figura sensuale ed androgina di Diana diventa icona e voce di una nuova attitudine, un nuovo modo di vivere la notte. Erotismo dark, estetica futurista e ritmo ossessivo decretano il successo del singolo Tenax e raccontano i furori della nuova club generation. L’apologia criptica della notte e di una vita che “val la pena vivere solo dalle undici” si snoda tra la batteria elettronica ed il ritornello in latino. Espressione italiana di tendenze internazionali, Diana Est ed il suo “Tenax” sono una scheggia impazzita new wave che colpisce il Bel Paese.

Sono gli anni in cui Firenze si fa teatro di un fermento creativo senza precedenti e la discoteca, da semplice punto di aggregazione, diviene un laboratorio generazionale delle più disparate espressioni artistiche: dalla musica alla danza, dalla poesia alla pittura, passando per la moda ed il design. Lo stile della ragazzina dal nome classicheggiante, i synth del suo manifesto notturno, il suo peplum futurista, tutto sembra complementare alla vivacità sperimentale delle notti toscane ed all’attenzione ai nuovi stili delle storiche serate della discoteca più famosa d’Italia.

Il successo del 45 giri è immediato e duraturo. Tenax è subito un cult. Il cantato in italiano, l’arrangiamento sperimentale, l’immaginario tech. L’atmosfera decadente, l’attitude tenebrosa e le sentenze scolpite nel vinile (“forse è già mattina e non lo so”). Tutto fa di Diana Est l’eroina della vita notturna, avvolta di aura leggendaria. Il pezzo è da subito oggetto di remix unici come quello di Tony Carrasco, dove la traccia sembra arricchirsi, completare la propria missione e proiettarsi definitivamente nell’olimpo dell’italo-dance. In un panorama di facili melodie romantiche, il ritmo notturno, alternativo ed eclettico di Tenax e del Tenax contribuisce ad irrobustire una scena d’avanguardia, di respiro europeo. Ancora oggi, a trent’anni dal misterioso ritiro dalle scene di Diana, il pezzo ed i suoi raffinati remix animano la nostra consolle e quelle dei più importanti club.

Tenax è un ponte sospeso tra il passato ed il futuro. È un punto di non ritorno. È l’inno di anni forse irripetibili. Di una stagione creativa, coraggiosa ed innovativa. Tenax era ed è un luogo d’incontro, di scambio. Tenax è un momento di sperimentazione artistica, conoscenza e divertimento.Tenax è la realizzazione del sogno postmoderno di una generazione. Tenax è un modo di vivere e di pensare.

In un’intervista dell’epoca, Diana Est era convinta: «il compito dei postmoderni è quello di recuperare il passato». Dopo trentacinque anni, grazie al talento di San Proper, l’impegno è stato mantenuto e proiettato verso il domani.

La “notte estatica” di Tenax non è ancora finita.