Marco Carola: l’ambasciatore italiano della Techno nel mondo

Una delle prime volte che abbiamo letto il nome di Marco Carola (classe 1975) è stato nel colophon di un’ottima rivista dedicata alle sonorità dance ed elettroniche che si chiamava Orbeat e nasceva, come lui, a Napoli. Era la metà dei ’90, anni cruciali per la maturazione di una scena che poi si sarebbe fatta valere in tutto il mondo. Con la fine dell’ondata edonista dell’Italian House, la techno offriva un’occasione unica di creare suoni inediti e potenti. La sua abilità nel mixare e il suo crescente talento nella produzione in studio, fece si che molti artisti si rivolgessero a lui come produttore. Dopo un noto 12” prodotto per i MAW (Master at Work), Carola nel 1996 fonda la prima label italiana unicamente techno, la “Design Music”. Da lì a poco sarebbe arrivata la “1000records” e i primi tour internazionali costruiti sulla fama dei dj set iper-tecnici con tre piatti.
Per l’album di debutto che sarà uno step decisivo nella sua carriera bisogna aspettare il 2001. Si chiamava “Open System” ed è un disco dal respiro internazionale e una visione che abbraccia tutte le sfaccettature dell’elettronica. Se ne accorge anche Hawtin che lo chiama nella scuderia M-nus dove infila un album dietro l’altro. A consolidare la fama mondiale arrivano alcune compilation passate alla storia come la lezione di minimalismo “Fabric mix 31”, il Time Warp del 2009 e la sintesi delle sulfuree notti targate Cocoon di “Party Animals” commissionata da Sven Vath.
L’estate 2012 vede la nascita della nuova label di Marco Carola, la “Music –On”, ennesima conferma della vena creativa di un vero gigante che ha messo Napoli sulla mappa mondiale della musica dance. La stessa che si materializza nei set fiume di oltre otto ore: un concentrato unico e duro di purezza techno, deviazioni house, influssi minimal e groove multiformi.
Le sue performance al Tenax, sono sempre, un appuntamento con la storia. Non vorrete mica perdervi quella che segnerà il passaggio dal vecchio 2014 al nuovissimo 2015, vero?