“Time Flies”, la musica senza tempo di Adam Beyer al Tenax

Novembre prosegue con l’arrivo di uno dei dj più rilevanti della scena internazionale: Adam Beyer. La sua è la storia di uno degli artisti più stimati e stimolanti in circolazione, i festival, i club e ogni mezzo per produrre suoni diventano suoi naturali strumenti d’espressione, Stoccolma e le fredde terre nordeuropee gli hanno dato i natali, ma i club, adesso, sono diventati le sue nuove dimore.

Beyer ha avuto fin da adolescente un grandissimo feeling con la musica, ha acquisito dimestichezza coi ritmi suonando come batterista provando drumsitck e pedali, decidendo poi di mettersi alla prova come dj acquistando il suo primo set di giradischi iniziando a mixare praticamente ogni genere di tracce, dall’hip hop alla hip house alla techno ed ha iniziato a farsi notare in diverse feste e club.
Con il passare del tempo ha imparato la tecnica necessaria per poter miscelare i suoi istinti in ritmi sempre più personali e introspettivi. Nel 1992, grazie ad un amico ha messo mano al sampler e dodici mesi gli sono bastati per firmare il suo primo contratto con l’etichetta newyorchese Direct Drive. L’attività di commesso all’interno di un negozio di dischi non lo distoglie dalla sua carriera, anzi gli permette tranquillamente di pubblicare diverse tracce con nomi differenti pur esibendosi dietro le consolle di tutta la Scandinavia.

Drumcodes, del 1995, è il primo disco a definire il suo stile: molto percussivo e con un sapiente uso di loop oltre che importante per dare il nome alla sua futura etichetta e lanciare un capolavoro come Decoded. Il lancio successivo della sua etichetta Drumcode gli regala il lasciapassare per una libertà creativa a 360° e li dà la possibilità di far avvicinare alla produzione diversi artisti che sono riusciti a costruire, anche grazie ai suoi consigli, ottime prove discografiche. Ma Drumcode è solo un punto di partenza perché dopo qualche anno arriva la sua seconda etichetta Code Red a dare spazio ad una produzione techno più leggera ma non meno innovativa. È il momento in cui Beyer si dedica a numerosi remix, inclusi in diverse compilation, e che attirano l’attenzione di diversi “colleghi” nord e mitteleuropei. Il terreno è pronto, con l’aggiunta di strings melodici e un ritorno alla tecnica dei primi lavori, il dj più in voga di Stoccolma è pronto a conquistare il panorama internazionale.

Gli anni duemila lo vedono infatti in frenetica attività, sui palchi, nei clubs, negli studi in cui decide di far nascere una terza etichetta: la Truesoul, caleidoscopico ingresso per influenze e sonorità derivanti da direzioni in continuo processo di movimento, con essa vengono anche sviluppati nuovi concetti di grafica che troveranno sfogo nelle copertine di tutti gli album prodotti. Dopo vent’anni di crescita incondizionata e affermazione totale nel panorama elettronico europeo e non solo, Adam Beyer, quest’anno produce un EP dalle sonorità che ormai sono un suo marchio di fabbrica in cui tracce come I Do e la titletrack Time Flies, 6minuti e 42 di estasi digitale dai suoni urbani e contemporanei. Il Tenax ha preparato tutto per il suo arrivo, i suoi ritmi estenuanti, non concederanno tregua.