Valentino Loves You!

Valentino Kanzyani è uno dei padri della techno slovena, attivo da più di un ventennio nei migliori club e festival mondiali. Nato come dj techno e affermatosi davanti al grande pubblico, dal 2005 (anno in cui ha fondato la sua label “Jesus Loved You”) si è tornato ad avvicinare alla club culture, ammorbidendo il suo sound come ad esempio nella collaborazione con i Masomenos, senza mai snaturare la sua anima innovativa, capace di partorire hit come la storica “Flying” uscita nel 2002 su Yoshitoshi Recordings. Le sue uscite su Tenax Recordings e Cadenza lo hanno definitivamente consacrato come una delle grandi star del clubbing mondiale. A qualche ora dal suo attesissimo ritorno al Tenax gli abbiamo rivolto qualche domanda in italiano (lingua che padroneggia con maestria).

Sei considerato uno dei padri della techno slovena. A che punto di maturazione è, secondo te, la scena musicale dance del tuo paese?
Sinceramente penso che la scena Slovena è molto ricca in un certo senso, considerando il numero di abitanti che ha il mio paese (sotto i due milioni). Abbiamo molti artisti che producono in diversi ambiti musicali: da cose più commerciali a cose più underground. Alcuni di loro hanno raggiunto una grande popolarità internazionale: Umek, Gramatik e Ichi San per esempio.
Ci sono tanti collettivi di produttori e dj che promuovono la musica in cui credono, organizzando party con il loro sound e invitando artisti (anche internazionali) oltre che nomi emergenti della scena locale. Per me questo è stato e sarà sempre molto affascinante e gratificante. Mi da speranza.

Jesus Loved You è la tua label personale. A che punto è della sua storia? Avete uscite in programma?
La label è stata ferma per un bel po’ e adesso siamo pronti a ripartire. Abbiamo già due nuove uscite programmate e pronte per essere stampate su vinile. La filosofia dell’etichetta, resta, infatti, quella di produrre sempre e solo sul vinile.

Non è la prima volta per te al Tenax. Cosa ti piace di questo club? Che ricordi hai legato a questo luogo di culto?
Ricordi bellissimi. Al Tenax ho sempre trovato un pubblico molto caloroso e super educato. Lo staff del club e fantastico, tutti si occupano del loro settore e lo fanno con il sorriso, cosa per me fondamentale.  Specialmente quando si lavora per la gente. Per queste ragioni è sempre un piacere, per me, ritornare a suonare al Tenax.

Un rapporto forte ti lega con Tenax Recordings. State pianificando qualcosa?
Per adesso niente di nuovo però non si sa mai. E, in questi casi, incontrarsi faccia a faccia, cenare insieme e suonare nel club aiuta. Può succedere che venga fuori un nuovo progetto già dopo la serate del 13 dicembre.

Next Wave è il tuo progetto collaborativo cominciato nel 2011 e che avete portato in Sud America lo scorso anno. Che piani avete per l’immediato futuro?
Ne ho fatto parte dall’inizio ed ho deciso le prime impostazioni e strategie con i miei amici, ma l’anno scorso ne sono uscito perché non volevo fare più parte dell’organizzazione. Forse mi faranno suonare qualche volta nel futuro ma avere un ruolo attivo è un’altra cosa e in questo momento ho molti altri impegni. Comunque auguro sempre loro il meglio.

Il tuo stile di mix si è sempre contraddistinto per una grande capacità tecnica e una grande varietà di riferimenti tra techno e house. Come descriveresti un tuo set ora?
È molto difficile per me descrivere un set. È musica e la musica è fatta per ascoltare e non per essere descritta (ride).