Il ritorno a casa di Alex Neri

Il ritorno a casa di Alex Neri Il ritorno a casa di Alex Neri

Sabato il Tenax ospiterà un Nobody’s Perfect imperdibile. La nostra serata infatti compie 19 anni. Sono traguardi importanti, e come tutti i traguardi importanti si ha bisogno di condividerli con persone che ci stanno a cuore, per questo oggi siamo felicissimi di poter avere con noi Alex Neri un Dj, produttore e musicista il cui legame con il Tenax è unico, magico.

Una grande carriera, attivissima e piena di emozioni, dove l’amore per la musica è sempre al primo posto. Planet Funk, Tenax Recordings, Tenax Academy sono solo alcune sfaccettature della sua creatività artistica e delle sue passioni concretizzate.
E con un background come questo non potevamo non cogliere la palla al balzo per fargli qualche domanda.

“One of the things I will question for the rest of my life is why Alex Neri didn’t stick to one alias and rule the Italian scene with an iron fist.” Si chiede Louis Anderson-Rich nell’articolo di Mixmag, noi visto che abbiamo l’occasione di chiedertelo lo facciamo: come mai durante la tua carriera hai fatto uscire così tanta musica sotto diversi alias?

Agua Re, Kamasutra, Adriano, Korda, per farne alcuni.

Questa è un ottima domanda! Mi fa piacere che qualcuno l’abbia notato!
Detto questo non c’è una vera ragione. L’unica cosa che posso dire è che noi abbiamo sempre fatto musica per il gusto di farla senza pensare ai benefici economici che essa stessa avrebbe potuto procurarci.

Il nostro, e parlo al plurale perché ho sempre condiviso tutta la mia carriera con Marco Baroni, è stato un approccio molto istintivo e poco ragionato, era più il piacere di far parte di una cosa nuova di un nuovo movimento che ci allettava. Era più il piacere di far parte di un nuovo ciclo storico che si è poi dimostrato epocale, cioè il movimento di musica House.

Dico House perché all’inizio non vi erano distinzioni di genere, era tutto in un’unica famiglia; ed è per questo che i Dj come me fanno fatica a rispondere alla domanda: “che musica suoni?” io rispondo sempre: “tutto quello che mi piace!”.

Sappiamo comunque che il progetto Kamasutra non è stato abbandonato, anzi, nel 2018 è previsto un vostro remix di Derrick Carter, una leggenda della musica di Chicago. Puoi raccontarci qualcosa in più?

Stiamo lavorando ad una nuova uscita rispolverando anche qualcosa di vecchio con eventuali remix e spero che riusciremo a finire entro fine ottobre.

La tua carriera copre più decenni e ormai sono molto anni che frequenti il mondo del clubbing sia in veste di Dj che di produttore e musicista. In che modo hai visto cambiare questo universo, dal tuo punto di vista in che direzione si sta evolvendo, e nello specifico in che direzione sta andando il mondo del clubbing toscano secondo te? E in che modo si è evoluta in questi anni la figura del Dj?

Credo che grazie alla tecnologia oggi chiunque si possa approcciare al mondo del djing e questo secondo me potrebbe essere anche una cosa bella, di certo c’è da dire che è difficile distinguere chi davvero lo fa per genetica o per vocazione.

Parlare dell’evoluzione non basterebbe un libro, ma quello che sento di dire è che non si può impostare tutto su un Dj. Il mondo del clubbing è fatto di tante sfumature ed è proprio su questo che sto ragionando con i ragazzi del Tenax per cercare di riportare in auge alcuni dettagli che secondo me sono stati trascurati pensando che con il solo Dj si potesse fare una serata. Ecco, questo non lo è mai stato in passato e penso proprio che la grande differenza fra ieri ed oggi sia questa.

È cosa nota che tra i tuoi impegni ci sono anche Tenax Academy e Tenax Recordings. Due realtà se vogliamo complementari: Tenax Academy permette a nuovi talenti di incrementare, sperimentare, mettere alla prova il proprio potenziale e Tenax Recording mette a disposizione una piattaforma su cui dare alla luce le proprie opere. Qual è lo spirito che ha portato a costruire e supportare queste realtà, e quali sono i traguardi di cui vai più fiero?

Ho sempre avuto un forte interesse per i giovani e forse è perché la mia gavetta non è stata delle più facili. A dire il vero lo faccio perché è una cosa che mi soddisfa ma allo stesso tempo dai giovani imparo e mi rinnovo. Quello che si vive da giovani noi più adulti lo perdiamo. La spontaneità e la leggerezza di fare le cose.

Vado fiero del fatto che noi come Tenax siamo da sempre stati bacino di molti talenti italiani e non, e che oggi questi siano diventati di grande successo su palchi internazionali. Forse il caso più importante é quello di Marco Faraone ma anche lo stesso Ilario Alicante e Federico Grazzini. Come non menzionare poi Luca Bacchetti, Minimono e quindi Fabio Della Torre, Ennio Colaci etc. etc. Sono tutte persone che in qualche modo sono cresciute con noi e, salvo qualche piccola eccezione, devo dire che tutti quanti lo riconoscono.

Chi tra le nuove leve ti incuriosisce di più e su chi ti sentiresti di puntare. Chi consiglieresti di ascoltare? Ci sono dei dj e dei producer che ti senti di consigliare?

Il progetto che ho sentito più interessante al momento in Italia é di Napoli, i Nu Guinea.
Questo duo, Massimo Di Lena e Lucio Aquilina, ha avuto il coraggio di osare e credo che sia d’obbligo dire che hanno fatto uno degli album più interessanti del momento.