Maggio: Caino uccide Abele — LOL

Maggio: Caino uccide Abele — LOL Maggio: Caino uccide Abele — LOL

L’artwork del mese di Maggio, realizzato da Studio Proclama, conclude la serie della campagna LOL — Ridi Pagliaccio per la stagione 2017/18 di Nobody’s Perfect al Tenax.

Centralità della serie è stata quella di proporre un nuovo mondo visivo in cui le categorie dei deboli fossero esaltate attraverso l’espediente dell’opera d’arte, innalzando le loro vite alla dimensione del capolavoro, con la possibilità di parlare attraverso esso.

Le dieci illustrazioni, qua trovate tutti gli articoli, consistono in fotografie a soggetti che posano per diventare protagonisti delle opere di Bernini, David, Caravaggio e molti altri sfruttando il messaggio delle loro creazioni.

La stagione si chiude con la rivisitazione dell’opera Caino uccide Abele, dipinto autografo di Jacopo Robusti detto il Tintoretto, realizzato con tecnica ad olio su tela fra il 1550 e il 1553, custodito nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Tintoretto raffigura, come in un fermo immagine, il preciso momento in cui Caino sta per colpire mortalmente suo fratello. Abele è colto di schiena, mentre sta cadendo sotto la furia di Caino; solo la mano destra poggiata a terra lo sostiene ancora. Le gambe sono alzate, con le ginocchia al petto, nel tentativo istintivo di fare scudo contro il colpo sta gli sta per infliggere il fratello. Caino è in piedi, con il braccio destro alzata che sta per colpire con un legno appuntito, mentre la sinistra ferma la vittima per il collo.

La scena rappresenta uno dei fratricidi più noti nella cultura occidentale. In questa ultima versione di Studio Proclama, i soggetti rappresentati come vittima e carnefice, riassumono nella sua globalità, le due circostanze umane che scandiscono ancora il ritmo dei ruoli e delle connessioni sociali del nostro periodo storico, e che pongono come oscuro obiettivo finale il successo personale tramite la sopraffazione e l’annullamento dell’altro in diretta.

Nell’articolo di presentazione del concept LOL — Ridi Pagliaccio si osservava: “Siamo noi stessi a inscenare un teatrino in cui i deboli e le minoranze sono la vittima da sacrificare sull’altare della nostra cieca e vana tranquillità” e ancora “Siamo così ossessionati dal diritto alla libertà di parola che non si pone nemmeno il problema di quali responsabilità derivino da tale diritto, diventiamo lupi agli altri uomini pronti a denigrare, odiare e trucidare”.

Nel fermo immagine rivisitato, Caino fa cadere dalla roccia Abele, si appropria dell’esperienza spettacolare personale del fratello eliminandolo con forza dalla prospettiva del panorama adiacente che aveva scelto e intuito per primo, uno scenario unico e ottimale per un selfie da molti like.

Caino non si accontenta più di un photobombing. La luce dello scatto del suo selfie ‘vincente’ si scambia simbolicamente con il legno appuntito che nell’originale sta per colpire Abele ma qua entrambi i soggetti sembrano sciogliersi come cera, scomparire come le bolle nel sapone. Come se l’azione dello scatto avesse scatenato una smaterializzazione dei due.

Siamo tutti uguali ma continuiamo a massacrarci a vicenda. Che questo apparente scomparire in frantumi sia il nostro unico destino non vogliamo crederlo. Il primo passo affinché si parli di schegge, bolle e residui solo nei confronti delle ‘vecchie abitudini da abbandonare’ è forse quello del partire da se stessi, fermandosi un secondo a riflettere all’impatto che la nostra vita ha sugli altri e sul mondo.