Ottobre: The Ranch — 002

Ottobre: The Ranch — 002 Ottobre: The Ranch — 002

La mattina si sveglia alle sei, beve un uovo crudo. Un uovo vero. Crudo. ‘Non le mangia più nessuno le uova cotte, figuriamoci crude. Solo tu.’ Giuliano lo prendeva in giro, mentre beveva il protein shake. ‘Ma guarda tu con chi vivo.’ È un’abitudine da uomo d’altri tempi, una cosa che da Raffaello Diamante non te l’aspetteresti. ‘Scusa sennò che gusto c’è.’ Raffaello è diverso, ci ha costruito il suo impero sul fare le cose diverse, le cose da Raffaello Diamante. Gli sono sempre piaciute le sane abitudini. E poi perché fargliene una colpa se ha delle abitudini da padre, dopotutto è padre. Un tempo almeno si facevano mettere incinte. Oggi manco a provarci, e di recente ci prova spesso, tanto non gli riesce più anche volendo. O ci riesce, ma a malapena, una roba penosa. Sono anni che non telefona più nessuna per chiedere i soldi. Qualche anno che poi, in genere, non gli telefonano in tante. Va bene così, tanto non c’è più gusto. Prima sì. Prima ci si divertivano con Giuliano col trucco del condom fantasma, facevano a gara. Facevano le tacche sulla parte dentro la cintura quando erano stati così veloci che lei nemmeno se ne era accorta. Dentro, fuori, and back again: erano maestri del trucco. Però comunque stavano attenti, a parte se erano proprio fuori di testa. Lo facevano perché senza si sente meglio e per ridere tra loro. Tanto le donne venivano preparate, quasi tutte prendevano la pillola. ‘Le donne anche quando sono stupide sono comunque più intelligenti degli uomini,’ Raffaello lo diceva sempre, perché Raffaello Diamante è sempre stato un signore. Gli è andata bene per tanto a loro due: Raffaello ci ha finito due cinture – Giuliano una – prima che arrivasse Jupiter. Giuliano era il miglior sensale che un amico potesse desiderare. ‘Bella la parola sensale, tipo sessuale no?’ diceva Giuliano. Quello stronzo del suo amico l’ha lasciato solo.

Solo no: Jupiter è il miglior figlio che un padre potrebbe desiderare. Giuliano lo diceva sempre, Raffaello non sapeva mai cosa dire. Finché è rimasto vivo, Giuliano, gli ha continuato a dire che Jupiter era il miglior figlio che un padre potesse desiderare; finché è rimasto vivo Giuliano, quando lo diceva, Raffaello era sicuro che avesse ragione. Anche se all’inizio la ragazza aveva telefonato a lui, proprio al numero di cellulare di Raffaello. Il fatto è che quella sera erano fuori di testa, nessuno si ricordava bene, come dire, gli eventi. Raffaello per esempio si ricordava che la ballerina indossava qualcosa con il cappuccio e nient’altro, a un certo punto della serata, che ballava nuda con quella cosa nera addosso, ma non era sicuro se fosse stata una felpa troppo grande per lei o un lungo mantello. Non si ricordava chi era andato con chi; un po’ tutti con tutti, ecco. Nemmeno Giuliano se lo ricordava. ‘Roba improbabile comunque quella del mantello,’ aveva detto. Era stato Giuliano a insistere perché tenessero Jupiter. Si era impuntato, e quando Giuliano si impuntava per fare una cosa poi dovevano farla insieme.

Non lo sa più nessuno cos’è davvero la vera amicizia tra uomini. Prima di Jupiter c’erano state le nottate sul litorale, la striscia continua dell’autostrada, altre mille serate come quella, che erano fuori di testa e c’erano le donne. Le portavano al loro appartamento, vivevano lì insieme. Facevano tutto insieme. Se non erano stati attenti, perché erano troppo fuori di testa, poi le donne chiamavano e gli chiedevano i soldi. Loro gli davano i soldi, non volevano noie, tanto i soldi c’erano. Però nessuna gli aveva mai offerto l’opzione, a parte la ballerina. ‘Lo tengo?’ O forse erano quindici anni di quella vita e in un qualche modo, erano amici da tanto ormai, volevano mettere la testa apposto. Raffaello diceva sempre la stessa cosa nelle interviste video con una nuova donna: ‘Questo non saprei, io vivo nel momento, sono molto occupato, per adesso mi considero sposato col mio ufficio di Pubbliche Relazioni.’ Giuliano rideva, quello stronzo; appariva nel trenta per cento delle foto ufficiali, sottobraccio alla stagista. Sempre una diversa, certo, ma si assomigliavano talmente tutte che la stampa registrava la presenza di una figura materna coerente e questa era una buona cosa per Jupiter.

Una solida coppia genitoriale per Jupiter: Raffaello e Giuliano. Amici storici. ‘Un’amicizia d’oro è per sempre,’ diceva la caption sotto la .gif di loro due sul trono gemello, pitturati di bianco in una copertura uniforme che faceva risaltare il profilo degli addominali. La colata di metallo d’oro calava dall’alto ricoprendoli interamente. 24k boys: pubblicità per l’iniezione. Ma Raffaello invece pensa alla statuina di vetro di loro tre che si sono fatti fare a Murano in vacanza. Jupiter era rimasto affascinato dal mastro vetraio al lavoro. Lì Giuliano stava già male. Era stata la loro ultima vacanza. Figurati che l’idea dell’iniezione era stata la sua, quello stronzo. Che andava fatta prima di tutti gli altri, per rimanere al top. ‘I re degli influencer.’ Invece avevano fatto da cavie per una formula in fase di sperimentazione. Raffaello Diamante ce l’aveva fatta, una cosa che da Raffaello Diamante non te la saresti aspettata. Quello più smanioso di arrivare era sempre stato Giuliano. Però Giuliano aveva avuto tutti gli effetti collaterali, anche quelli dell’uno per cento.

Una roba improbabile. Raffaello Diamante che si rimette a lavorare in tv perché ha bisogno di soldi. Dopo che era morto Giuliano si era ripromesso di non metterci più piede ai reality. Ma uno bello come lui, dove altro lo volevi mettere? Al telegiornale? Dimostrava massimo ventotto anni. Professione: vocazione. ‘Bello come sempre,’ si dice ogni mattina, dopo che ha bevuto un uovo crudo. Ma cosa cazzo deve dire. Giuliano non c’è più. ‘Ma come stai bene, Raffaello! Qual è il tuo segreto?’ ‘Quando perdi il tuo migliore amico, capisci che si vive una volta sola.’ Raffaello Diamante, anni quarantanove, padre single del teenager Jupiter: un uomo che ne ha passate tante e il primo uomo d’Italia a smettere d’invecchiare. È il primo partecipante del Ranch. Meno tre.

Leggi la prima puntata