Un caleidoscopio sonoro che celebra l’incontro di UNCAGE e Rekids sulla nostra consolle

Un caleidoscopio sonoro che celebra l’incontro di UNCAGE e Rekids sulla nostra consolle Un caleidoscopio sonoro che celebra l’incontro di UNCAGE e Rekids sulla nostra consolle

Sabato 16 Febbraio siamo pronti a innamorarci di questo Nobody’s Perfect! Marco Faraone, Radio Slave e Gladis infatti sono pronti per portarci dentro a un caleidoscopio sonoro che celebra l’incontro di UNCAGE e Rekids.

Nato in Toscana, Marco Faraone cresce immerso nella musica: suo padre era un dj negli anni ‘80 e lavorava in una stazione radio locale, mentre suo nonno era un cantante popolare e un musicista. Circondato da influenze musicali tra le più varie, Marco inizia ad avvicinarsi ai dischi hip hop di Tupa e i Run DMC, per poi passare alla drum n bass quando aveva voglia di qualcosa di più strano. Il suo talento non passa inosservato e all’età di soli 14 anni riesce a essere chiamato per la sua prima serata.

Sviluppando il suo stile, Marco rimane affascinato dalla house degli anni ‘90 di Master At Work e Todd Terry, e dall’abilità di Laurent Garnier di suonare set sempre diversi con apparente facilità.

La maturazione delle sue capacità di produttore lo portano alla sua prima release nel 2008, Arabia, su Tenax Recordings. Sebbene il suo lavoro sia stato ricevuto molto bene, ci vuole ancora qualche anno prima che arrivi il suo “big break” nel 2010 con l’EP Strange Neighbors per Moon Harbour. Quando il boss dell’etichetta Matthias Tanzmann suona la traccia omonima di DC10 a Ibiza, si innesca una reazione clamorosa e il nome di Marco Faraone diventa noto a tutti.

Nel mondo si afferma come produttore di estremo talento, con release che spaziano dal calore di groove house analogici dell’EP Next Level, a ritmi techno inarrestabili e ipnotici dell’EP per Rekids e On Edge Society. Proprio grazie alla sua versatilità Marco Faraone è riuscito in poco tempo a pubblicare molto materiale su etichette diverse: Drumcode, Rekids, Ovum, Be As One, Sci+Tec, Desolat, All inn records, Holic Trax, Get Physical e Truesoul.

E come dj Marco Faraone è ugualmente indaffarato: la sua popolarità in Italia è chiara, da anni infatti è resident qui al Tenax – che, siamo orgogliosi di sapere, considera uno dei migliori club al mondo – sebbene la sua agenda sia sempre più piena e lo porti spesso a suonare in tutto il mondo, per fare alcuni nomi, per esempio, recentemente ha suonato in festival giganteschi come l’Awakenings, Caprices, Tomorrowland, Extrema Outdoors e Secret Solstice, negli eventi Elrow, all’Output, Spybar Chicago, Stereo Montreal e nel templi della techno di Berlino, il Panorama Bar e Watergate, oltre a mantenere per il terzo anno consecutivo la sua residency ad Ibiza per la serata di Marco Carola, Music On.

Avendo dimostrato il suo valore sia come resident che come headliner itinerante in giro per il mondo, inanellando molte date prestigiose e supportando i migliori nomi della scena elettronica, Marco Faraone decide di fondare la sua etichetta UNCAGE. La musica pubblicata su UNCAGE inizia subito a far parlare di sé e e attira l’attenzione della comunità musicale pubblicando artisti come Radio Slave, Skudge, Markus Suckut, Nick Hoppner, Marcel Fengler, Donato Dozzy, Eduardo De La Calle e ovviamente lo stesso Marco e dando a spazio a nuovi talenti come Hertz Collision e Pablo Mateo. Tra le ultime novità, l’8 Febbraio è uscita su Avotre la nuova release dei leggendari produttori Phuture che comprende tra i remix i lavori di Marco e di Ricardo Villalobos.

Radio Slave, al secolo Matthew Edwards, dj, produttore e boss di Rekids, è un artista dalla sensibilità poliedrica, che sotto al moniker di Radio Slave è diventato una potenza per tutto quello che riguarda remix e re-edit, oltre che per le sue produzioni e i suoi set: capace di ammaliare i fan della house con produzioni in cui stratifica e frammenta intuizioni che provengono da altri generi.

Gran parte dalla sua “schizofrenia” sonora, e la ragione d’essere che ha spinto Radio Slave a mettersi dietro la consolle è stata sin da subito quella di creare musica e spazi in cui le persone potessero unirsi al di là di “fazioni tribali”, dal 1992 al Milk Bar di Londra fino ad oggi questo è stato sempre un punto focale per Matthew.

Il suo amore per i re-edits, lo ha spesso spinto in studio. I suoi re-edits e i suoi remix, da Can’t Get You Out Of My Head di Kylie Minogue a Blue Monday dei New Order, oltre a essere pietre miliari gli hanno anche dato ispirazione per entrare in studio e produrre materiale originale, cosa che fa sotto vari nomi: Matthew E, Quiet Village, Sea Devils, Rekid e Radio Slave, pubblicando per svariate label come, Skint, Soul Jazz, Classic, Whatever We Want.

Nata e cresciuta a Venezia, Gladis è da sempre appassionata di musica elettronica e del clubbing italiano. Queste due passioni la porteranno ad intraprendere il suo percorso musicale nel 2009.

I suoi viaggi, l’hanno senza dubbio spinta a selezionare mete con città che ospitano i migliori club cominciando così il suo percorso formativo fra Barcellona, Londra, Berlino ed Ibiza dove apprende nuove realtà, allargando la sua mente e creando una base per la sua formazione musicale.

I suoi set, sono un mix che mescola sonorità deep, house e influenze techno, grazie ai quali riuscirà a farsi conoscere e a trasformare la sua passione in una residenza al Tag Club di Venezia. In questo periodo ha condiviso la console con molti djs di fama internazionale, acquisendo sempre maggiore esperienza che la porteranno ad ottenere nuove collaborazioni con altrettante scene underground nazionali come Il Muretto, Altavoz, Classic Club, Circolo degli Illuminati e molti altri club.

Essendo sempre alla ricerca di stimoli ed evoluzione sta attualmente concentrando le forze nella realizzazione di proprie produzioni musicali e nuove collaborazioni all’estero

Bene, siete pronti adesso? Vi aspettiamo sabato in pista!